Villa San Biagio, Fano (PU)

Particolari intonaci e sistemi di posatura hanno permesso di effettuare un restauro ad opera d’arte della villa San Biagio a Fano.
Villa S. Biagio fu costruita intorno al 1380 e insieme ad essa fu costruita anche la Chiesa, dedicata allo stesso Santo; entrambe le strutture furono affidate ai religiosi di San Francesco fino al 1417 quando la Chiesa e l’eremo annesso furono concessi in proprietà al Beato Pietro da Pisa. Questi creò una comunità di religiosi detti “GEROLOMINI” che nel 1485 – come risulta dall’iscrizione posta sulla facciata della chiesa – restaurarono la chiesa ed il cenobio. Dopo questo restauro, la Chiesa.
Dopo un periodo di progressivo abbandono nel corso del Settecento, nel 1870 la chiesa ed il cenobio entrarono a far parte delle proprietà statali fino a quando nel 1918 Adele Ricotti, Contessa di Roventino acquistò il complesso e decise di restaurare la villa. I lavori iniziarono il 3 Agosto 1919 e terminarono nel 1926. Nel 1978 Villa S. Biagio è stata trasformata in Casa di Spiritualità dall’Opera Don Orione. La villa è circondata da un piccolo parco e presenta decorazioni sia sul lato Sud, delimitato da due torri decorate a loro volta, sia sul lato Nord dove si possono osservare le facciate della villa, della Chiesa e la torre campanaria.

Descrizione dell'intervento
Stabilita l’area da risanare ed eliminata la stabilitura, si sono eseguiti accurati controlli meccanici degli intonaci mediante percussione demolendo e asportando di tutte le parti incoerenti e/o in fase di distacco. Si è proceduto anche alla verifica dei ferri presenti provvedendo a rimuovere vecchi tubi e pulendo e passivando quelli di armatura. Nelle zone in cui è stato necessario ricostruire più di un centimetro e mezzo di spessore, è stato usato INTORISANA. Attesa la carbonatazione si è proceduto all’esecuzione del sistema COPROX®.

Il sistema COPROX prevede di miscelare con agitatore COPROX® S e acqua in proporzione di ca. 1,2 litri ogni 5 Kg. di polvere e applicalo entro 1 ora senza mai aggiungere acqua. Bagnare a rifiuto il supporto e, mantenendolo umido, applicare una prima mano di materiale COPROX® S annegando una rete porta-intonaco in fibra di vetro da 380 gr./mq; per applicare le successive mani di COPROX® S è necessario attendere almeno 8 ore dalla mano precedente, bagnare a fondo il supporto e mantenerlo umido. Lo spessore finale da raggiungere con le applicazioni descritte non dovrà mai essere inferiore a 5-6 mm.
Terminata l’applicazione di COPROX® e dopo aver atteso almeno 8 ore si procederà, bagnando a rifiuto il supporto, con l’applicazione dell’intonaco di finitura INTONACO TIPO Z (inerti calcarei con Ø di ca. mm. 0,8) scelto in una tinta di cartella. Quest’ultimo, attraverso la tecnica di lavorazione definita sagramatura o altre tecniche lavorative, ha consentito al fabbricato di recuperare il prestigioso decoro che lo caratterizzava.
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