Centro culturale Heydar Aliyev - Baku, Azerbaigian

Una casa della cultura, tre auditorium, una sala conferenze, una biblioteca e un museo sviluppati in più di 100.000 mq. E' un progetto dalle forme fluide, tipicamente “alla Hadid” che si propone come parte integrante dell’ambiente, che emerge con discrezione e si insedia come forte segno distintivo.
Parte della linea Flagon EP/PR di Flag, il manto sintetico realizzato in poliolefina modificata TPO in versione grigio sabbia/nero è ottenuto per co-estrusione con inserimento in rete di poliestere. Lo strato superiore grigio sabbia, a vista, è caratterizzato da una altissima resistenza ad agenti atmosferici e raggi U.V., mentre lo strato inferiore nero è resistente al punzonamento. Prodotto in stabilimento certificato UNI EN ISO 9001 (sistema di qualità aziendale) e UNI EN ISO 140001 (sistema ambientale), il manto, oltre a garantire resistenza all’irraggiamento solare e alle condizioni climatiche, mantiene la propria conformazione rispetto all’azione di sollecitazione causata dal vento, è adattabile ai movimenti strutturali, ha un’ottima saldabilità ed è imputrescibile. L’elevata compatibilità ambientale, inoltre, rende il prodotto un elemento di notevole importanza in termini di contribuzione dell’acquisizione di punteggi ai fini dell’accreditamento LEED.
L’inserimento, all’interno del prodotto, della rete in poliestere è tale da incrementare la resistenza alle sollecitazioni causate dal vento, agli agenti atmosferici ed ai raggi U.V. e ne fa un materiale particolarmente adatto alla impermeabilizzazione di coperture a vista con metodologia di posa in opera a fissaggio meccanico. Caratteristiche, quelle descritte, tutte esaltate nel progetto e nell’intervento di impermeabilizzazione dell’Heydar Aliyev Cultural Center di Zaha Hadid. 

L’Heydar Aliyev Cultural Centre ha dotato la città di Baku di un importante edificio, simbolo iconico per una città soggetta ad una profonda trasformazione. Il progetto prevede per la zona circostante l’Heydar edifici ad uso residenziale, uffici, un hotel e un centro commerciale, mentre la fascia tra il Centro Culturale e la via principale della Città diventerà il Cultural Plaza, una piazza all’aperto nonché uno spazio accogliente per i visitatori. Il comparto ideato dall’archistar di origini irachene è suddiviso in aree pertinenti alle funzioni sottolineate da riprese nella forma fluida della superficie continua copertura-involucro. Nel momento di introflessione la pelle si trasforma diventando un elemento del paesaggio interno del Centro Culturale. La facciata in vetro diventa discontinua nei punti di incontro tra pelle esterna e terreno e consente il passaggio di luce naturale. La luce naturale è anche l’elemento chiave della biblioteca rivolta a nord. I diversi livelli dell’edificio sono collegati da rampe che costituiscono un percorso unico di circolazione, connettendo la biblioteca con la Conference Hall e il foyer di ingresso.

Foto credit: 
Hufton+Crow, 
Helene Binet
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