Scuole in sicurezza

Dopo gli annunci i fatti. Ora si fa sul serio. Sono 20.845 le scuole coinvolte nel finanziamento stanziato per il recupero dell’edilizia scolastica. Tre le tipologie di intervento per i quali sono previsti gli investimenti. Scuole nuove, messa in sicurezza degli edifici, piccoli interventi di manutenzione per migliorare anche il decoro e la funzionalità. Una boccata di ossigeno per il settore.
Il primo annuncio del Presidente del Consiglio è stato fatto il 24 febbraio in occasione del discorso di fiducia alle Camere. Poi nei mesi successivi una serie di comunicati e interventi nelle sedi istituzionali. Dubbi, certezze, timori e speranze legati al progetto e alla sua fattibilità si sono alternati in una continua altalena. Finalmente all’inizio di luglio la parola definitiva. Ora si fa sul serio. Il Piano di edilizia scolastica è partito, anche se con investimenti inferiori alle stime iniziali, il finanziamento pari a oltre un miliardo di euro coinvolgerà complessivamente 20.845 edifici scolastici.
Anche Specializzata aveva anticipato tutti sui tempi dedicando fin dal mese di aprile un’Inchiesta sul tema dell’edilizia scolastica.
Un’analisi approfondita condotta con rigore raccogliendo e analizzando i dati del MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca, di Ance, di Ecosistema Scuola e di Legambiente. In questo numero riprendiamo l’argomento con altri approfondimenti e soprattutto monitoriamo costantemente l’evoluzione e gli sviluppi del Piano attraverso la creazione del microsite www.scuoleinsicurezza.it: un aggiornamento in tempo reale su norme e regolamenti, investimenti e interventi.
Il piano previsto dal Governo si articola su tre filoni principali, coinvolgerà quattro milioni di studenti e una scuola italiana su due sono protagonisti di questo primo progetto, che porterà nell’arco del biennio 2014-2015 ad avere scuole più belle, più sicure e più nuove.

I TRE INTERVENTI

Si tratta della costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie alla liberazione di risorse dei comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore di 244 milioni (scuolenuove) e del finanziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione, dopo la delibera Cipe del 30 giugno, per interventi di messa in sicurezza (scuolesicure), di decoro e piccola manutenzione (scuolebelle).

Scuolenuove
Sblocco del patto di stabilità per 404 cantieri in corso o che stanno aprendo, con progetti dall’importo medio di un milione, generando circa 400 milioni di valore complessivo. Ora i sindaci riceveranno la comunicazione dalla Ragioneria dello Stato secondo le procedure gestionali ordinarie di sblocco del patto per l’anno 2014 e 2015. Per gli altri sindaci che – rispondendo all’appello del governo – hanno chiesto finanziamenti o lo sblocco del patto per interventi che inizieranno nel 2015, si aprirà una nuova possibilità con il prossimo Documento programmatico di economia e finanza e con i mutui in fase di attivazione con oneri a totale carico dello Stato.

Scuolesicure

Dei 510 milioni ottenuti riprogrammando fondi di sviluppo e coesione, 400 milioni di euro sono stati destinati a interventi di messa in sicurezza e agibilità delle scuole per un totale di 2.480 interventi del valore medio di circa 160.000 euro. Si tratta di interventi già resi ammissibili e presenti in graduatorie, ma che solo oggi sono finanziati e che potranno partire terminato l’iter di registrazione delle delibere. Comuni e Province per acquisire i relativi finanziamenti dovranno aggiudicare gli appalti entro il 30 ottobre 2014, esaurendo i primi 1.635 interventi previsti dal Dl Fare. In seguito agli accertati ribassi d’asta, saranno finanziati altri 845 progetti previsti dal Ddg 267 del Miur.

Scuolebelle
Gli altri 110 milioni, abbinati a 40 milioni in capo al Miur, finanzieranno gli interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale che interesseranno 7.801 plessi scolastici nel corso del 2014. Ulteriori 300 milioni sono in attesa di essere sbloccati nel 2015 e riguarderanno 10.160 plessi. In totale si tratta quindi di 17.961 interventi di piccola manutenzione.
A partire dal primo di luglio, come ha dichiarato Roberto Reggi Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, partiremo con 7.000 interventi. Entro il 2014 ne avvieremo almeno 8.200 e ne stiamo mettendo a punto altri 11.000 per l’inizio del 2015. “Faremo ha affermato Reggi piccoli interventi di decoro e ripristino funzionale, come tinteggiature, ripristino funzionale di impianti idraulici ed elettrici, sistemazione di aree verdi, serramenti e vetri rotti. Questo grazie anche al Piano di reimpiego degli ex lavoratori socialmente utili che oggi si occupano delle pulizie.
Saranno 4.293 i plessi interessati da questo tipo di manutenzione a partire dal primo luglio. Altri 8.000 plessi saranno interessati da interventi di questo tipo nel 2015 per un investimento totale sui due anni di 450 milioni di euro”. In estate ci saranno poi, ha spiegato ancora il sottosegretario, 2.700 interventi di manutenzione straordinaria piu’ rilevante grazie alla riprogrammazione di risorse su graduatorie esistenti, per un investimento di 400 milioni di euro.
Infine, grazie allo sblocco del patto di stabilità, ha aggiunto Reggi si potranno fare, a partire da questa estate, altri 1.266 interventi di ristrutturazione o nuove costruzioni per un valore medio di un milione di euro ciascuno e un investimento complessivo che supererà il miliardo e duecento milioni. La nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica che stiamo mettendo a punto ha precisato Reggi ci consentirà poi di programmare le risorse previste dal fondo sviluppo e coesione 2014-20, riguardante gli interventi futuri, con sempre maggior adeguatezza e di gestire al meglio le priorità.


Dario Marabelli
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