Le prestazioni: blocchi in laterizio e in calcestruzzo

I prodotti sono in genere analoghi per tutte le aziende, ma con piccole differenze; in alcuni casi i blocchi sono lisci, mentre in altri presentano scanalature o maschiature per agevolare l’incastro o talvolta delle impugnature per facilitarne la movimentazione in cantiere.
Velocità, facilità, riduzione degli sfridi 
Grazie alla sempre più estesa gamma degli elementi principali e accessori, la fase di costruzione è ormai semplificata (un tempo era questo uno dei punti dolenti a confronto con il calcestruzzo non a blocchi). Il processo industriale di rettifica dei blocchi in laterizio risponde a queste esigenze grazie a una sostanziale riduzione del numero degli elementi da assemblare, la semplificazione dell’esecuzione dei giunti e delle operazioni di finitura. In cantiere, le lavorazioni divengono quindi più semplici, meno numerose e rapide; la produttività del posatore può anche raddoppiare rispetto ai tempi di realizzazione di una muratura tradizionale. Da non sottovalutare, inoltre, che soprattutto in zone climatiche più fresche, grazie a tale tecnologia, non occorre sottostare ai lunghi tempi di asciugatura delle pareti, tipici delle murature tradizionali. 
Gli sfridi sono contenuti, in ragione della presenza di una minore varietà di materiali e un migliore controllo della qualità dell’esecuzione. Il cantiere è dunque anche più pulito. Il calcestruzzo cellulare, tra le soluzioni di cui ci occupiamo, è il materiale con la più alta lavorabilità, pari a quella del legno; può essere tagliato a misura con una semplice sega per legno, smussato grattando via i margini in eccesso, incollato con le speciali colle senza quasi lasciare giunture visibili. Nessuna tipologia di blocchi richiede l’utilizzo di costosi strumenti per essere posato, ma necessita di quantità minime di intonaco grazie alla quasi perfetta complanarità del muro che si va ad ottenere. Alcuni blocchi presentano addirittura un particolare profilo a incastro maschio-femmina, per cui non è necessario ricorrere all’incollaggio sulle facce verticali. Da tutto ciò discende un cantiere più sicuro e più ridotto, con un un minore costo della manodopera. A parte la gru necessaria al sollevamento dei moduli di parete, le attrezza ture in dotazione alla squadra sono più assimilabili a quelle dei bricoleur che a quelle dei costruttori edili. 
Comfort termico 
Gli edifici costruiti con blocchi ottengono i migliori risultati in assoluto in termini d’isolamento termico e diminuzione dei consumi energetici rispetto ai principali altri tipi di murature comuni. Il tutto, senza l’uso di ulteriori coibentazioni, come gli intonaci termici o i sistemi a cappotto. Infatti, una muratura isolante “monostrato”, con soli 30-40 cm di spessore, sopprime quasi totalmente i ponti termici rappresentati dai giunti di malta orizzontale. Nel caso dell’incastro “maschio-femmina” sono di fatto eliminati perfino i giunti verticali. 
Un ulteriore miglioramento dell’isolamento termico si ottiene poi, come visto, quando i blocchi rettificati sono riempiti con isolanti, quale la perlite espansa. In tal modo, si rende totalmente superfluo l’isolante complementare o aggiuntivo, e la parete di blocchi assume un ruolo di freno al passaggio del calore in fuga nella stagione invernale e di barriera a quello che tenderebbe ad entrare nei momenti più caldi dell’anno. In particolare, se rimarchevole è il contrasto dell’onda di calore che tende a entrare negli edifici in estate, è soprattutto sul fronte del contrasto delle dispersioni energetiche che in questi ultimi anni si sono compiuti i passi più significativi, in particolare attraverso l’implementazione nella muratura delle funzioni in genere assolte dagli appositi materiali termoisolanti. In pratica si soddisfa con la sola posa dei blocchi e la loro intonacatura ogni richiesta di prestazione meccanica, di tenuta all’aria e all’acqua, di difesa dal freddo e dal caldo. 
Comfort acustico 
I blocchi hanno elevate prestazioni in termini di fonoassorbenza, anche senza l’utilizzo di altri materiali coibentanti anti-rumore Ciò anche perché i letti di posa in malta, ora bypassati, costituiscono un punto debole dal punto di vista acustico, oltre che meccanico e dell’isolamento termico. 
Risparmio economico 
I blocchi hanno tendenzialmente un costo davvero contenuto, grazie all’integrale industrializzazione del loro processo produttivo). Non vi è poi necessità di ricorrere alle costose soluzioni pluristrato che l’impiego di materiali tradizionali comporta. Inoltre, l’assenza d’integrazione delle murature con ulteriori isolanti specifici, comporta una sensibile riduzione dei costi energetici di gestione rispetto alle soluzioni costruttive tradizionali. Per ottenere le medesime prestazioni in termini d’isolamento termico dei blocchi, le partizioni realizzate con altri elementi debbono infatti essere aumentate di spessore e munite di accessori isolanti, con conseguente incremento del peso della muratura e riduzione del volume utile dell’abitazione sotto il profilo costruttivo, nonché, appunto, dei costi complessivi sotto il profilo economico. 
Durevolezza e salubrità 
Essendo costituiti da materiali inorganici – a differenza del legno – i blocchi sono destinati a una lunga durata. L’elevata permeabilità al vapore di questi prodotti contrasta la formazione di umidità e condense, consentendo di realizzare strutture più salubri, resistenti a parassiti, putrefazione e muffe. 
Sicurezza e sismica 
Si tratta di materiale ignifughi, resistenti al calore. Buone anche le caratteristiche statiche, tanto da essere adatti anche in zona sismica. La struttura cellulare significa anche leggerezza e dissipazione energetica, due qualità che limitano l’entità delle forze inerziali e ne smorzano l’energia, mantenendo comunque la capacità portante. Il peso ridotto delle murature ottenibili, infatti, consente di avere strutture portanti meno sollecitate sia nella definizione dei carichi statici, sia in quella dei carichi dinamici relativi alle zone sismiche. Si continua in ogni caso a lavorare sulla deformabilità delle murature. Sono allo studio, per esempio, soluzioni per le tamponature in laterizio, per mezzo di giunti deformabili o scorrevoli. 
Ecocompatibilità: produzione, smaltimento, risparmi energetici 
I blocchi sono prodotti ecocompatibili, con un impatto ambientale trascurabile. Sono costituiti da sostanze inerti e non tossiche: la loro fabbricazione avviene con un basso consumo energetico. Per il calcestruzzo autoclavato, in particolare, un basso consumo di combustibile durante l’intero ciclo di lavorazione significa anche emissioni di CO2 decisamente contenute. 
Le emissioni complessive, dalla produzione delle materie prime al processo produttivo sono pari alla metà di quelle generate lungo il ciclo produttivo dei materiali tradizionali. Il suo processo produttivo è inoltre privo di emissioni di composti di azoto e fluoro, mentre le emissioni di ossido di zolfo (responsabili delle piogge acide) sono pari a un terzo del laterizio. Sempre il calcestruzzo autoclavato è un materiale minerale prodotto con componenti di cui esiste grande abbondanza in natura, come la sabbia silicea, la calce, l’acqua. In piccola quantità sono presenti anche cemento e ossido di alluminio, necessari per l’”alveolarizzazione” dell’impasto e la maturazione in autoclave. Questo processo porta, infatti, alla formazione di microcamere chiuse contenenti aria generate dallo sviluppo di bolle di idrogeno ottenute dalla reazione chimica dei componenti. Il laterizio, invece, deriva dall’argilla ed è naturale non meno del legno. In Italia è reperibile in diverse aree, ha molti luoghi di produzione e, di conseguenza, spreca poca CO2 per giungere in cantiere. 
Inoltre, oggi alcuni innovativi laterizi si producono anche con l’inserimento di componenti bio: è disponibile anche un prodotto privo del processo di cottura, che usa la “digestione” dei batteri come collante. Il processo produttivo dei blocchi non contempla scarti: i residui di produzione, infatti, sono riutilizzati e rientrano nel ciclo di lavorazione. Inoltre questi materiali possono essere riciclati. L’eventuale intonaco e il collante impiegati non devono essere preventivamente separati, poiché sono anch’essi di origine minerale. Ancora il calcestruzzo autoclavato può essere impiegato come filtrante per la purificazione dei gas, oppure come materiale per l’aerazione dei terreni. Le sue ceneri volanti possono essere utilizzate come componenti ricche di silice. Il settore dei servizi elettrici genera più di 50 milioni di tonnellate di ceneri leggere ogni anno, solo una frazione delle quali possono essere riciclati. 
In sostanza, è sufficiente un processo di frantumazione per renderlo di nuovo impiegato come materia prima secondaria. L’ecosostenibilità non deriva però dalla sola fase di produzione (con una carboon footprint contenuta) o da quella del riciclo: i sensibili risparmi energetici per riscaldamento che ne derivano negli edifici costruiti con i blocchi consentono di ridurre fortemente le emissioni di CO2 nell’ambiente: in 20 anni di esercizio, per esempio, un edificio in calcestruzzo autoclavato di soli 100 metri quadrati produce 24 tonnellate di CO2 in meno rispetto ad un edificio tradizionale simile. 

Leggi e certificazioni 
Le direttive europee inerenti alle prestazioni energetiche degli edifici si susseguono rapide dettando limiti via via più stringenti. Il concetto di “Edificio a Energia Quasi Zero” è stato introdotto dalla direttiva comunitaria n° 31 del 2010, con l’auspicio che a partire dal 2020 questa divenga lo normale prassi progettuale per i nuovi edifici. Nel frattempo le disposizioni di legge si sono rinnovate dettagliado i nuovi limiti di trasmittanza: le più recenti sono il Decreto legislativo n° 141 del 2016 e il decreto legge n° 244 del medesimo anno. Un edificio deve garantire prestazioni certificate in tema di isolamento termico e acustico e di resistenza alla sollecitazioni meccaniche. 
È ormai quindi obbligatoria la Certificazione dell’edificio: a seguito di una diagnosi energetica (Energy audit) ne sono quantificati i consumi energetici, in condizioni di utilizzo e di clima standard, a seconda della zona climatica. Tra le più prestigiose, le certificazioni CasaClima in Classe A+, Leed e Itaca.
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