Abitare il sottotetto

Da locali di sgombero a spazi per abitare. I sottotetti sono diventati ormai ambienti indispensabili nella casa. Per questo la copertura deve rispondere a diversi requisiti per garantire il comfort all’interno degli spazi. Tenuta all’acqua, traspirazione e ventilazione.
Negli ultimi anni le nostre abitazioni hanno subito cambiamenti radicali a seguito dell’introduzione di disposizioni normative volte al miglioramento delle prestazioni degli edifici e di una maggiore attenzione alla qualità della vita degli ambienti in cui viviamo. Il comfort a cui tutti gli individui ambiscono all’interno degli spazi chiusi, può essere gestito e controllato intervenendo sui parametri principali che influenzano il benessere interno, ovvero, temperatura, umidità, velocità dell’aria (intesa come volume di ricambio) e isolamento acustico.
Nella fase progettuale, oltre all’impermeabilizzazione, all’isolamento e alla ventilazione è opportuno tenere in debita considerazione anche la morfologia dell’elemento che costituisce il manto di copertura: ad una maggiore altezza dell’onda della tegola, corrisponde un aumento della ventilazione sottotegola che contribuisce ad incrementare l’effetto camino, in base al quale, nei periodi più caldi, l’aria surriscaldata viene veicolata verso il colmo e smaltita in atmosfera, calmierando le alte temperature negli ambienti abitati sottostanti.
L’impermeabilizzazione è fondamentale per la protezione dalle infiltrazioni, derivanti da rotture o danneggiamenti degli elementi di copertura ed evita le perdite di calore grazie all’impermeabilità all’aria, caratteristica degli Schermi e Membrane Traspiranti, messa in evidenza anche dalla norma UNI 11470/2013.
Le membrane impermeabilizzanti veicolano, inoltre, in gronda l’eventuale condensa che si può formare nel sottotegola e proteggono il sottotetto da infiltrazioni di neve, polvere, sabbia e pollini.
Se si utilizza una membrana impermeabilizzante riflettente sotto la tegola, è possibile inoltre riflettere fino al 55% del calore da irraggiamento solare.
La norma UNI 11470/2013 classifica gli SMT (schermi e membrane traspiranti) in traspiranti, freni al vapore e barriere al vapore in base al valore Sd, un parametro che permette di valutare la permeabilità al vapore di un elemento costruttivo.
Il valore Sd è espresso in metri e più il valore è basso, maggiore risulta la traspirabilità del prodotto considerato. Se il valore Sd è inferiore a 0,3 m le membrane sono classificate come traspiranti o altamente traspiranti, se è compreso tra 2 e 20 m si parla di freni al vapore, mentre per valori superiori a 100 metri parliamo di barriere al vapore, fatto salvo che tutti gli SMT sono impermeabili all’acqua.
Lo strato isolante, quando è costituito da materiali fibrosi, quali fibra di legno, lana di roccia o vetro consente la traspirazione e il passaggio del vapore verso l’esterno. Tali isolanti devono però essere protetti da acqua e umidità che ne diminuiscono il potere coibente: è quindi opportuno proteggerli inferiormente con un freno al vapore e superiormente con una membrana altamente traspirante che faciliti il passaggio e lo smaltimento del vapore in atmosfera.
Anche la ventilazione della copertura è importante: la lama d’aria sottomanto ci permette di ridurre il flusso termico entrante nel periodo estivo e mantiene il sottotegola asciutto garantendo una maggior durata dei materiali, oltre ad asciugare l’eventuale formazione di condensa dovuta agli sbalzi termici atmosferici.
Parliamo di tetto ventilato quando, per ogni metro lineare misurato in gronda, si hanno almeno 200 cm quadrati di sezione di ventilazione. Il tiraggio naturale della copertura crea un flusso in direzione del colmo che aiuta a smaltire il vapore in eccesso, asciuga eventuali infiltrazioni di acqua e previene la formazione di condensa sotto le tegole quando il tetto è coperto di neve.
E’ importante dimensionare adeguatamente la sezione di ingresso dell’aria dalla linea di gronda, poiché, qualora la sezione di uscita dal colmo sia inferiore a quella di entrata, avremmo un sensibile aumento della velocità della lama d’aria con conseguente miglioramento dell’effetto camino.
Per un corretto funzionamento del sistema tetto, dovremmo quindi consentire all’aria di entrare dalla linea di gronda e uscire dal colmo. L’uso di malte cementizie per bloccare gli elementi del colmo impedisce alla lama d’aria di smaltire condensa e calore. In presenza di sbalzi termici si corre il rischio di avere fessurazioni sempre più importanti che, in molti casi, comportano infiltrazioni d’acqua con conseguenti danni agli ambienti abitati sottostanti.
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